La retinopatia diabetica
Che cos'è
Nel corso degli anni il diabete, o meglio l'iperglicemia, causa una serie di complicanze croniche. Tra queste una particolarmente grave è la retinopatia diabetica. Se non è diagnosticata e trattata in modo adeguato, la retinopatia diabetica può portare a un quadro drammatico di grave riduzione della capacità visiva fino alla cecità. La retinopatia diabetica, infatti, è la principale causa di cecità acquisita tra le persone adulte.
La retinopatia riabetica si può prevenire tenendo sotto controllo la glicemia così come altri fattori di rischio: la pressione arteriosa e la concentrazione di grassi nel sangue. Il controllo continuo di questi fattori evitano un peggioramento, anche qualora un iniziale danno della retina si fosse manifestato.
È altrettanto importante controllare periodicamente, seguendo le indicazioni dell’oculista e del diabetologo, le condizioni dell’occhio e in particolare della retina attraverso esami diagnostici poco o per nulla invasivi come il fondo oculare, la retinografia e la tonometria oculare. Questi esami permettono di diagnosticare in modo precoce la retinopatia diabetica e di intervenire per tempo.
Il primo pilastro quindi è il controllo della glicemia, della pressione arteriosa e dei grassi nel sangue, da attuare con una modifica graduale e convinta degli stili di vita e con le terapie farmacologiche che il medico prescrive quando necessario. Il secondo pilastro è lo screening vale a dire l'esame periodico dell'occhio.
A questi pilastri se ne è aggiunto un terzo: la possibilità di trattamento sia del diabete, sia della retinopatia diabetica. Sono disponibili farmaci che permettono di controllare bene la glicemia e terapie specifiche dedicate al trattamento della retinopatia diabetica.
È importante però che la persona con diabete sia coinvolta in queste cure, sappia quali sono i rischi che corre, si faccia parte attiva per sottoporsi periodicamente ai controlli e attui quei comportamenti indispensabili per evitare che le complicanze croniche si manifestino e aggravino.